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Versi in pillole

 

Perduta

Ho perduto la strada
seduta insieme a te
in quel luogo
privo di bandiere
in cui il mondo
scorreva dietro alti vetri
e la gente partiva e tornava
mentre io
perduta nei tuoi occhi
e nel tuo fare gentile
per la prima volta
non desideravo altro
che restare per sempre
lì con te

 

Se chiudo gli occhi

Se chiudo gli occhi
nella mia barca
mentre il vento notturno
ulula tra i flebili rami
delle piante acquatiche
su cui l'uccello azzurro
sonnecchia nel suo nido
il mondo ruota intorno a me
in un soave dondolio
Se chiudo gli occhi
dimentico il coprifuoco
i soldati ed i loro fucili
i caschi e le divise
Se chiudo gli occhi
tutto l'odio del mondo
scompare
e vedo i sorrisi dei bambini
che remando
mi chiedono una penna
bellissime donne
fiere del loro velo
e timidi uomini
pregare per la pace
Se chiudo gli occhi
scorgo bandiere nere
danzare nel cielo kashmiro
chiedendo libertà
Se chiudo gli occhi
dimentico due mesi
di prigionia
e volo leggera
verso casa
dove nessuno mi impedisce
di passeggiare
di andare e venire
di amare
Se chiudo gli occhi
cullata dal vento
nella mia barca
nel lago Dal
sono di nuovo a casa

 

Tutto il resto è dio

Viene e va la Vita
sotto il peso illusorio
di sofferenze e gioie
impermanenti
Viene e va la Vita
tra pianti ed urla
che durano
un battito di ciglia
quanto il tempo
di aprire gli occhi
osservando l'accecante mortalità
del mondo
e chiuderli per sempre
Dura un battito di ciglia
la Vita
Tutto il resto
è dio
 

 

Le cupole dei templi

Lenta vago
con bagaglio a spalla
nello spirito di popoli
e tra i diversi nomi di dio
e differenti modi
di ingraziarselo
Le cupole dei templi
han forme e storie
talune somiglianti
ma pur sempre di mattoni
prodotti in lucide fabbriche
o pigramente schiacciati
tra callosi palmi
di mani bronzee
e riposti in stampi irregolari
nelle campagne
aride di marrone
del mondo povero
 

 

 

 
© Copyright 2008 Marcella Boccia