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 "IMPRONTE DIGITALI SULLA MIA ANIMA"

DI MARCELLA BOCCIA



NOTE ALCHEMICHE

DI GENNARO FRANCIONE

 


Castelporziano, Ostia 10 agosto 2004. In attesa delle Stelle di san Lorenzo.


Sono al mare. Il tempo è bello. Splende un sole forte ma fortunatamente c'è una ventilazione che rinfresca l'aria.

Mentre leggo Impronte digitali sulla mia anima" di Marcella[1], non posso fare a meno di pensare di trovarmi innanzi a una novella Saffo, e quindi, a una delle più grandi poetesse del nostro tempo. Di Saffo Marcella ha la mediterraneità, universalizzata in chiave odissea grazie ai suoi viaggi compiuti soprattutto nell'Oriente alle fonti del Sapere e dell'Essere.


Con le Ali ai piedi
volo di città in città
trascinando il mio carro di Tespi
ed inscenando la commedia della mia Vita[2].


Impronte digitali sulla mia anima è una raccolta di versi descriventi proprio un viaggio. Viaggio fisico tra i dolori e i non sense del mondo ma soprattutto spirituale per raggiungere i lidi di una metempsicosi salvifica. L'itinerario è solo apparentemente proiettato verso il futuro, tendendo la poetessa, "profeta di se stessa"[3], a conquistare il mondo delle infinite possibilità sopravvenienti grazie a un ritorno al passato, alle radici profonde della sua esistenza fisica e spirituale.

Si tratta di un viaggio alchemico con passaggi dell'Opera Regia dal Nero, al Bianco, al Rosso. Se Bachelard aveva indicato la via dei quattro elementi per individuare la chiave d'interpretazione del Poeta, io vi aggiungo la necessità di poter lavorare con quegli elementi secondo i dettami e le procedure dell'Ars Rebis[4].

Nella prima fase dominata dal Corvo, la Poetessa scende nel proprio imo, venendo a contatto con le potenze malefiche, impersonate da Lucifero.


La Lucifera spirale
è appesantita dal sapere
e non dà tregua alla mia lingua
che già rimpiange il tempo che verrà[5].


L'Aedo è pronto a fronteggiare l'Avversario, a vincerlo, a domarlo per cogliere il "Lucifero caduto/ in un eccitante paradisiaco Inferno"[6]. Il nemico è la Ragione, il Pensiero, che come un grave insidioso impedisce un reale slancio verso le dimensioni altre.



Legge del Karma
t'invoco implorandoti di redimere
il mio reo spirito errante
Piovono miracoli
ma non sulla mia testa
protetta dall'ombrello
della timida ragione[7].


L'Opera al Bianco, dominata dalla Colomba, richiede la purificazione del Pensiero.


Sul link si posa la mia freccia
come farfalla riposa sul Pensiero
leggero in assenza di gravità
come un ponte verso l'aldilà[8].


Il percorso iniziatico, tormentato alla ricerca della leggerezza dei corpi attraverso l'evaporazione della Mente, sfocia nell'opera al Rosso, la Fantasia salvifica dell'"Anima musicale"[9].


Ballerine quelle dita
toccano le corde
del tuo genio
producendo suoni astrali
che si espandono
nell'infinito che ci avvolge
proteggendo
la nostra fantasia
da giudici e borghesi
predatori
insaziabili di conformismo
ed abbarbicati
alla forza gravitazionale[10].


E' il trionfo della Fantasia sulla Burocrazia della Convenzione, con l'animale della vittoria rappresentato dalla Fenice Dorata.


Azione e reazione domina sul cosmo
ruota il pio destino senza inchiostro sul suo libro
pagine inviolate dalla mano del poeta
risorge la Fenice sul fiore del deserto[11].


In questo percorso liberatorio l'Aedo sperimenta dolorosamente non solo il peso della Ragione ma anche quello del corpo, il soma, ermeticamente e platonicamente inteso come un autentico carcere da cui bisogna liberarsi per raggiungere l'estasi del mondo altro.


...quella morsa
. quella morsa in cui sono strette
le mie braccia
è la sola via
che ho
d'imparare a volare[12].


Il corpo non è solo quello della fisicità umana, con i sensi, i muscoli, la sessualità, ma la stessa materialità del mondo, fondata sui quattro elementi che Marcella attraversa in maniera ora equilibrata, ora violenta per cercare sempre un'armonia sottile ed estatica.

La vediamo camminare sui Carboni ardenti, per sperimentare la soteria del Fuoco.


Il fuoco sotto i miei piedi
scalda le emozioni
rimovendo il blocco al centro dell'Aura...



Cammino su quel letto
senza esitare
urlando al caldo vento
la millenaria paura del buio[13].


La via dell'Aria ora assume la forma di una "nuvola/ vacua ed impalpabile"[14], ora di "Capricci di ragazza/ volutamente sola/ che fa capriole/ nel vento"[15], ora di una bolla di sapone, creatura davvero leggiadra, graziosa e infantile.


Una bolla di sapone
si affaccia alla finestra
e mi saluta e spicca il volo
in soavi antiche acrobazie


Di nuovo torna a me
aprendo uno spiraglio...[16]


La via della Terra viene seguita attraverso la pesantezza di una macchina umana rombante sul suolo, associata a quella dei bagagli che, pesanti e ingombranti, ti tirano giù quasi a volerti far sprofondare nel cupo sottosuolo.


Le rotaie lamentano
un peso tanto grave
di un locomotore
spesso ritardatario
talvolta premonitore
d'un viaggio
catarchico e purificatore
del marcio
che c'è in ogni valigia
che trasciniamo faticosamente.


Infine l'Acqua Astrale cui la Poetessa tende, avvertendo un bisogno equoreo: "taglia il cordone ombelicale/ che ti lega alla falsità/ e salpa l'ancora/ verso acque più sincere"[17]. L'andare avanti di Marcella è, alla fine, un ritorno uroborico all'Acqua Primordiale, l'Alveo Materno che ti culla, ti nutre e ti protegge per rilanciarti verso le nuove esistenze, bella, reincarnata ma soprattutto rigenerata.


Son pronta ad un nuovo inizio
Ricucio il mio cordone
e schiarisco la voce per il mio prossimo vagito[18].


L'altra impronta della via iniziatica di Marcella, ancora alchemica, è il preziosissimo Amoroso Fosforo.


Una vita spesa male
a contare i sentimenti
come i petali di un fiore
questo m'ama e l'altro pure
ed io corolla del suo cuore
accolgo un'ape di passaggio
che violentando la corazza
succhia nettare proibito[19].


Molti sono pronti a dare amore a Marcella, ma quanti riusciranno davvero a succhiare il nettare della sua anima grandiosa, sibilante inquietanti aum, sonorità celestiali, versi sovrumani, canti melodici là in volo nell'Universo?

Marcella, al di là delle angosce esoteriche, è pervasa da un senso solare della Vita, termine che non a caso scrive con la maiuscola come pure fa per le Ali mercuriali ai piedi, le uniche capaci di farla trasumanare in una dimensione superiore, là dove i contrari si toccano, come nell'ouroboros metatemporale per cui il vecchio si riscopre bambino.


Sono stanca
ed ho voglia di riposare
sento d'invecchiare
e allo steso tempo
di non essere mai vissuta


E' stato tutto un lungo
e delirante sonno
durato secoli
e quando mi sveglierà
mi riscoprirò bambina[20].


Non posso negare che alla fine della lettura vengo preso da un'inaspettata commozione, là in riva al mare. Mi ha ghermito l'anima la malinconia felice di questa ragazza che se ne va via, solinga, sul sentiero roccioso dell'isola di Lampedusa, dissolvendosi sul mare "a poco a poco nella Via Lattea"[21], fusione stellare di Terra, Aria, Acqua e Fuoco.

Ho letto tante poesie in vita mia e spesso ero solo sfiorato da emozioni cerebrali come mi accade soprattutto con gli arcani della poesia moderna, tutta presa a realizzare composizioni fratte nella forma e nei contenuti.

Marcella con la sua scrittura intima mi ha mosso davvero le corde del cuore, le più intime, attraverso la musicalità nascosta del suo versificare, che è quella stessa della sua anima. La dolcezza di questa creatura, che traspare come acqua limpida da lei nel contatto col quotidiano, si immerge silenziosamente nel suo poetare, sicché come la vedi fuori lei è dentro, soave e accattivante mentre trascina il fruitore del suo dire nei meandri indiziari, incontaminati e incantatori della sua melodia saffica.

Da giudice combatto quotidianamente gl'indizi come incapaci di rivelare, con sicurezza al di là di ogni ragionevole dubbio, la colpevolezza di chicchessia. Da poeta e da recensore quegl'indizi benedico perché il senso del mondo può trapelare proprio attraverso di essi, vuoi che diventino autentiche impronte digitali da cui traspare inequivocabile l'essere primo di Marcella, vuoi che restino nel campo delle tracce fumose, tanto più capaci di rivelare le altre centomila creature che sono dentro la Poetessa Sublime, ognuna più bella e sensibile dell'altra.

Grazie Marcella per questo dono preziosissimo che hai fatto a me, a noi. I tuoi "Aloni di luce bluastra/ indicano la via verso la rinascita"[22]. Luce e colore per risorgere noi tutti insieme a te, vibrando nel multidimensionale con la tua soave poesia musicale.

Grazie a te, perché è proprio per la profondità dei tuoi canti tinti dal cromatismo dei mille cieli, che vale la pena vivere e amare le cose, piccole e grandi, struggenti e grottesche, in cui ci dibattiamo come pesci agonizzanti in questo mondo insensato.

Nell'Era dell'Acquario, tu sei l'Aedo Ermafrodito, che indica a quei pesci la via del ritorno al loro elemento essenziale, tenendoci per mano sulla via dell'Alchimia Amniotica per rigenerarci all'unica vera fonte del Sapere: l'Estasi d'Amore.


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[1]Spring Edizioni, con prefazione di Reno Bromuro, Caserta, luglio 2004.
[2]Impronte etc., p. 4.
[3]Profeta, p. 56.
[4]Rebis deriva da Res bis, cioé "cosa due volte" ovvero "due cose in una". Cfr. G. Francione La Porta Magica(Esplicazione dei glifi sul Libro di Pietra nel centro di Roma), NES, Roma, gennaio 1991, p. 13.
[5]Un link verso l'aldilà, p. 12.
[6]Pentacolo, p. 48.
[7]Metempsicosi, p. 16.
[8]Ibidem, p. 12. La farfalla di Marcella ricorda l’angelica farfalla degli Alchimisti, metafora dell'esito finale nell'opera riuscita.
[9]Groove, p. 58.
[10]Mani d'ebano, pp. 33-34. Nota comica. Non ho coda di paglia e sono sicuro che Marcella non si riferiva a me quando indicava i giudici come emblemi di convenzionalismo. Vedi sul punto le due azioni disciplinari subite dallo scrivente(conclusesi fortunatamente con il proscioglimento) per aver assolto i diseredati venditori di cd extracomunitari per stato di necessità(leggasi fame) e per aver sperimentato forme di scrittura moderne e informatiche nella stesura delle sentenze(cfr. UNIONE EUROPEA GIUDICI SCRITTORI(EUGIUS): LA NUOVA UNIONE DEI GIUDICI UMANISTI D'EUROPA: http://www.antiarte.it/eugius).
[11]Scatole dorate, p. 36.
[12]Enigma, p. 13.
[13]Carboni ardenti, p. 14.
[14]Aere, p. 51.
[15]Conchiglie amare, p. 63.
[16]Bolla di sapone, p. 25.
[17]Isola lampo, p. 58.
[18]Impronte digitali sulla mia anima, p. 11.
[19]Fosforo, p. 30.
[20]Il desiderio di una rosa, p. 49.
[21]Tristezza, p. 72.
[22]Atomi, p. 79.
 

 

 

 
© Copyright 2008 Marcella Boccia