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LETTERE Lettera aperta a Mamma Rai Rai
APA
Marcella Boccia
RAI
Roma, 21 settembre 2004
Con riferimento alla Sua lettera pubblicata dal quotidiano Liberazione, Le comunichiamo di aver preso atto della Sua dichiarazione in ordine alla circostanza che attualmente non detiene alcun apparecchio televisivo e di aver provveduto a cancellare il Suo nominativo dall’archivio dei potenziali possessori di apparecchi televisivi. Con l’occasione, precisiamo che i nominativi dei soggetti raggiunti dalle nostre comunicazioni informative sono desunti, tra coloro che non risultano appartenere ad un nucleo familiare abbonato alla televisione, da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Tale operazione rientra nell’attività preparatoria del procedimento tributario che, come confermato dalla giurisprudenza amministrativa (TAR Lazio 16 giugno 1997 e Consiglio di Stato 2 aprile 2000 e del 5 dicembre 2001), è legittimamente svolta dalla nostra Società relativamente al canone di abbonamento radiotelevisivo, in ottemperanza alla vigente Convenzione stipulata con l’Agenzia delle Entrate. Rileviamo altresì che le comunicazioni da noi inviate hanno esclusivamente finalità informative, nel senso che indicano quali sono gli obblighi di legge che sorgono in capo al detentore di un apparecchio televisivo e non costituiscono alcuna presunzione di possesso di televisori. Relativamente al tono delle nostre lettere, dobbiamo invece rilevare che il testo è stato concordato con il Garante per la protezione dei dati personali anche al fine di evitare che il loro contenuto informativo potesse essere percepito come minatorio. Ciò detto, Le ricordiamo che il canone di abbonamento alla televisione ha natura tributaria (Corte Cost. 26 giugno 2002, n. 284 e 12 maggio 1988, n. 535; Cass. 3 agosto 1993, n. 8549) ed è dovuto da chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle trasmissioni (art. 1 del RDL 246/1938 convertito nella legge 4 giugno 1938, n. 880); pertanto, ove cambiasse idea e decidesse di acquistare un televisore, Lei sarebbe tenuta a stipulare il relativo abbonamento tv per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge. Peraltro, è cura dell’Amministrazione finanziaria – Sportello Abbonamenti Tv – e della RAI, che con essa collabora in forza della predetta convenzione, svolgere un’intensa, continua e capillare lotta all’evasione del canone con tutti gli strumenti consentiti dalla legge, anche per mezzo di visite domiciliari effettuiate dai nostri incaricati dotati di apposito tesserino di riconoscimento, ovvero avvalendosi della collaborazione della Guardia di Finanza. Con i migliori saluti. RAI- RADIOTELEVISIONE ITALIANA Direzione Produzione Abbonamenti E Attività per le Pubbliche Amministrazioni (Stanislao Argenti)
Caro Stanislao, ti ringrazio per la pronta risposta, che quasi quasi mi rende fiduciosa nella celerità della burocrazia italiana. Mi sembri una persona simpatica, pertanto sento il desiderio di replicare alla tua missiva. Non sono certa che, se la mia “lettera aperta” non fosse stata pubblicata da Liberazione (e molti altri quotidiani e riviste), avrei ricevuto ugualmente risposta. Ti lascio il beneficio del dubbio. Debbo, comunque, precisare un paio di cosette, sennò tu pensi di aver, in tal modo, risolto il problema, nascondendoti dietro parole puntate quali Cass., TAR, Cost., art. ed RDL (che sembra il nome di un’emittente radiofonica…). Mi auguro non mi chiederai un canone anche per quest’ultima. Le leggi, nel Nostro Paese, caro amico mio, non le faccio io, e tutto ciò che è considerato “lecito” perché la Cass. ha così stabilito, non è detto che sia “giusto” per i cittadini che sono costretti a subirlo passivamente. Ho avuto modo di osservare da vicino qualche personaggio che legifera nel nostro Paese, e, senza offesa, non gli affiderei neanche per un istante una sola delle mie papere! Io posso sbagliare, tu puoi sbagliare, e la Cass… non ne parliamo proprio… Ti giustifichi affermando che i nominativi (in questo caso, il mio) vengono presi “legalmente”. E allora? Andate a ficcare il naso negli affari della gente, e lo fate “legalmente”. E allora? Ciò non vuol dire che, così facendo, tu non abbia violato la mia privacy. Che ne sa il Garante cosa mi disturbi, cosa mi dia sui nervi? Guarda caso, mi dà sui nervi che la RAI mi invii lettere a casa. Mi dà sui nervi, soprattutto perché la lettera della RAI arriva dopo solo pochi giorni dalla mia comunicazione, al mio Comune di appartenenza, ossia quello di Baia e Latina, del distacco dal nucleo familiare. Sono io stessa il mio capo famiglia, non c’è altra persona che “detenga” un televisore nel mio nucleo familiare; manda pure chi vuoi a “visitare” la mia abitazione, con tutti i tesserini che ti pare, perché non troverai alcuno strumento che permetta alla tua emittente di invadere la mia privacy. Ma sarà un piacere offrirgli the e biscottini. Tutto ciò che troverebbe il tuo messo, con tanto di tesserino, sarebbe una piccola radio che riesce a sintonizzarsi esclusivamente su Radio Capri. Se ciò è un reato, non farò resistenza quando verranno ad arrestarmi! Ma giuro che non lo sapevo! A proposito di questo, tuttavia, intendo precisare che la mia opinione, della quale mi assumo ogni responsabilità, riguarda anche le tv private (forse anche più): queste, però, non hanno mai chiesto agli utenti di pagare un canone. Mi scrivi una lettera per conto della TV DI STATO. Per questa ragione mi confondi: io, nella mia ingenuità di piccola trentenne che sogna un mondo perfetto, avevo sempre creduto che ciò che venisse considerato dello STATO fosse un bene di tutti, dunque NECESSARIAMENTE accessibile e GRATUITO. E lo sai perché? Perché lo Stato è costituito di persone abbienti e persone che lottano per tirare avanti. E se quest’ultime hanno voglia di guardare un po’ di tv per scaricare lo stress della giornata, non sarò io a giudicarle male e non sarai tu a negarglielo. Ma so anche che queste sono tra quelle che meno evadono quando si tratta di regalar soldi allo Stato. Guarda caso, gli evasori sono sempre i furbi che più hanno e più vogliono. E lo fanno "legalmente". La tua emittente propina pubblicità a non finire, e tu come me lo spieghi? Perché non fai pagare il canone ai venditori degli osceni video games, rendendolo gratuito ai cittadini di questo Stato a cui l’euro ha reso la vita un inferno (ed i video games pure)? Oppure, quei soldi falli sborsare a chi vende tutte le schifezze che ci si ritrova nei banchi dei supermercati e che la tua RAI pubblicizza, facendo il lavaggio del cervello agli indifesi consumatori! Io proporrei, anzi, di farlo pagare ai venditori di carne in scatola, che oltre ad assassinare animali, te ne vendono la parte più schifosa ed avariata… O, meglio, ai distributori di carburante che riforniscono le macchine da guerra in Iraq. Che ne dici? Affermi che le comunicazioni da voi inviate hanno solo uno scopo informativo: ne sei certo? Tu mi invii una lettera in cui mi inviti ad acquistare il digitale terrestre, proponendomi un finanziamento, ed hai il coraggio di venirmi a dire che non è pubblicità! E credi pure di farmi un favore? Ai miei amici che non hanno di che sfamarsi, nessuno mai ha proposto un finanziamento per comperare un po’ di pane. Se cambierò idea e deciderò di acquistare un televisore? Caro Stani, la vita è in continua evoluzione, tutto muta ogni istante che passa, ed io, come il saggio Socrate, (perdona la presunzione), so solo di non sapere, ma, superando Socrate di un passetto, ho scoperto una verità, ossia che due cose al mondo non muteranno mai: 1. che i ricchi rubano ai poveri, facendogli credere che gli stanno facendo un gran bel favore 2. che nella mia casa non ci saranno televisori finchè campo.
I migliori saluti a te! Marcella Boccia Baia e Latina, Caserta, 25 settembre 2004
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