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Marcella Boccia, nata il 29 gennaio del 1974
Segno zodiacale: Acquario
Ascendente: Vergine

di Delva Della Rocca
esperta di astrologia


tema natale di Marcella Boccia, a cura di Delva Della Rocca





Basta un click in internet sul sito www.sfairos.it per liberare un’esplosione di spiritualità. Esperienze importanti dal profumo esotico, creativo, umanitario, che offrono una medesima, dinamica, firma: Marcella Boccia
Ti chiedo:

E’ forse nata in questo Big Bang... di apertura mentale, anche, l’esigenza di approfondire un importante tassello di completamento di ricerca spirituale, quale, la disciplina astrologica?

L’astrologia mi ha sempre affascinato. Trovo straordinario come le stelle possano influenzarci. I nostri nonni lo sanno, noi lo stiamo dimenticando. Ricordo che in India, un paio d’anni fa, durante il Diwali, la festa dedicata a Rama e Sita, gli innamorati che, dopo mille peripezie, tornano finalmente a casa, in ogni città si attendeva il via dell’astrologo per cominciare i festeggiamenti, perché era lui a stabilire il momento più propizio, in base alla posizione delle stelle.

Indipendentemente dal sistema, qual’è la tua idea rispetto a questa scienza così enigmatica e forse ferita, dall’inadeguatezza dei tempi moderni?

Non sono un’esperta di astrologia, ma so per certo che si tratta di una vera e propria scienza, trascurata, talvolta derisa, per ignoranza e superficialità. I nostri nonni sapevano quanto fosse importante seminare un campo con una certa luna, cominciare un lavoro con un certo quadro astrale. Oggi, il consumismo ci distrae da ciò che è profondo e che resta dentro di noi, sebbene inconsciamente represso.

Materializzare su carta, l’impronta celeste e terrestre della tua nascita, attraverso la stesura del quadro astrale mi spinge a chiederti cos’è per te casa... cos’è per te famiglia...

La mia casa è l’universo.
La mia famiglia, l’umanità.

In questo momento, avrai avuto modo di dare una forma a quest’ideale:
Tra tutta la gente che ti circonda, in ogni sguardo scambiato, anche così, in maniera veloce, distratta (anche in un attimo così breve si può trovare quel che si cerca) ebbene... proprio in quell’attimo cosa ti nutrirebbe?
Che tesoro, vorresti ti folgorasse per custodirla?

Non saprei… Il mio nutrimento sono i sorrisi sinceri, di chi mi circonda, di chi incontro per caso in treno, o che mi invia una e-mail
:-)


Cosa ti preme trattenere di più vivendo? Al di là di quel che già si può ampiamente leggere nel tuo portale, quale messaggio semplice e personale, invece, desidereresti diventasse un fermento creativo in chi come generazione ti seguirà, in chi ora ti segue da allievo, o da ascoltatore anche indiretto?

La cosa che mi preme di più trattenere è l’Essere in Verità. Nella filosofia Yoga c’è un comportamento che si chiama Satya, che letteralmente vuol dire “Verità”. Non la si intende nel senso di non dire bugie, ma nel vivere ascoltando sé stessi ed agendo sempre in rispetto della propria natura, senza mai violentarsi. Quando viviamo in Satya, vien fuori la nostra vocazione, ci circondiamo di persone che non ostacolano il nostro cammino, e che, anzi, lo favoriscono.


Superando come motivazione, un’espressione di sé, cosa provi nel creare, nell’insegnare l’essenza della vita... lo spirito... Qual’è il tuo primo pensiero buono per dimenticare, l’attrito che normalmente si crea tra il sentire un’ abbondanza, una ricchezza interiore, rispetto a quel che è il mondo?

Dire che io insegni l’essenza della vita, è un po’ troppo! Ciò che faccio col mio lavoro è uno scambio energetico tra me ed i miei allievi, oppure tra me e chi mi legge o ascolta. Mi limito a raccontare la mia esperienza. Cerco di dare il buon esempio; ho scoperto che questo è il più grosso insegnamento. Ho avuto molti cattivi esempi tra gli insegnanti della mia Vita, per fortuna compensati da quelli buoni! Troppi predicatori che non fanno ciò che predicano… Il mio pensiero buono per dimenticare l’attrito? Non riesco mai a dimenticare, semmai a trasformare… La vita è un’alchimia: bisogna sempre trasformare il piombo in oro luccicante! Trasformare tutto ciò che è pesante, in ciò che è leggero, ciò che è materia in ciò che è spirito.

L’ispirazione, l’intuizione, la fantasia, l’immaginazione, sono il tuo biglietto da visita... ma... il tuo cognome, mi suggerisce, un’associazione con una soltanto apparente inclinazione acquariana: la freddezza. Quanto ti costa, intimamente, convivervi, cercando di trasformarla e percepirla in calore?

Come ti dicevo, la mia opera è sempre quella della trasformazione… L’energia che riesco a tirar fuori, grazie ai vari strumenti appresi nel corso della mia vita, riscalderebbe anche un iceberg!
Ricordo che un tempo un’amica mi chiamava proprio così: iceberg. Ma ora l’iceberg si è sciolto… Avrà contribuito anche l’effetto serra!


Pensando al segno nel quale cade l’ascendente: la tua idea di purezza

E’ puro ciò che è in Satya, in Verità. E’ puro ciò che viene fatto senza perdere la propria dignità umana. La purezza non è dettata da canoni religiosi, da pregiudizi, da comandamenti. Il fiore di loto è puro, sebbene affondi le proprie radici nella melma.


Quanto contano le emozioni nella tua vita...

Da 1 a 100, direi un miliardo!

Nell’uomo, il due, è una realtà, per cui ti chiedo, se hai voglia di aprirti fin qui un ricordo sia positivo che negativo della tua infanzia che ancora ti fa visita

Un ricordo positivo sono le passeggiate in bicicletta con mio padre, le manine strette al manubrio, il vento sulla faccia. Un ricordo negativo? Non racconto la storia, perché troppo lunga, ma sicuramente quando ho scoperto che gli uomini, i maschi, che avevo idealizzato, non sono perfetti!
Non sono come mio padre! Mio padre è perfetto! Non che non abbia difetti, ma è perfetto lo stesso!

Le paure sono esistenziali, tutti abbiamo delle paure, esse si incontrano tra le righe, nel quotidiano, la prima che ti viene in mente che ti condiziona o che il cui superamento ti ha cambiato la vita

La paura del buio mi ha condizionata fino a quattro anni fa. Mi terrorizzava, condizionata dai racconti dell’infanzia su fantasmi e streghe, ero certa che al buio vi fossero degli spiriti venuti a farmi del male. Mi guardavo sempre le spalle. In una stanza buia, in una strada buia, non riuscivo a controllare le emozioni ed era il panico… Un sera, poi, partecipai ad un seminario di firewalking, durante il quale ci si prefiggeva un obiettivo da raggiungere: il mio obiettivo fu quello di superare la mia paura del buio, e, camminando sui carboni ardenti, ci riuscii. La superai. Da quella sera non sono più costretta a dormire con la luce accesa. La paura del buio non è scomparsa del tutto, ma ho imparato a gestirla.

Descrivi cosa ti evoca il suono rabbia

E’ il suono delle parole false di un prete che ho conosciuto da bambina.


Il cambiamento improvviso, il rinnovamento, sono entrambi anche creatori di fratture... entrambi richiedono sforzi per integrarli. Un’opinione rispetto ad una tua particolare esperienza

Non ho mai vissuto in maniera traumatica i cambiamenti della mia Vita. Ve ne sono stati molti, a dire il vero, e credo di aver rinsaldato le fratture. La mia ultima esperienza è stata la perdita del mio più caro amico, un anno fa, in un incidente stradale. Non sentire più la sua voce ogni giorno, al telefono, all’inizio era un vuoto incolmabile. Lo è ancora. In parte l’ho superato scrivendo… Anche per sentirmi più vicina a lui che era un giornalista.

Ti sei mai imbattuta nell’approfondimento della disciplina onirica? Un tuo punto di vista
Se ti capita o ti è capitato: un tuo sogno ricorrente e se ti sovviene prova a darne una tua interpretazione

Quello dei sogni è un tema su cui tanto si è dibattuto, e non credo vi siano grosse certezze sulla interpretazione di questa vita parallela che viviamo durante il sonno. Uno dei miei sogni ricorrenti, che faccio da quando ero bambina, è di volare. Senza ali. In piedi. Solo a una decina di metri dal suolo. In genere volo intorno al luogo in cui mi trovo a dormire. Lo osservo. Incontro anche persone. Penso che siano tutti gli altri pazzi che stanno sognando di volare! Ci incontriamo tutti! E’ facile dare un’interpretazione al mio sogno: ho bisogno di scarpe di piombo per stare coi piedi per terra…

Completiamo con ironia
Se un giorno, Bill Gates decidesse di far saltare gli accessi ad internet, perché mosso dall’intuizione di una scoperta di un business più potente, ma ancora non sperimentabile dalla massa, come lo sostituiresti? Immagina la collocazione, il luogo (ovviamente senza ricorrere ai normali mass-media) nel quale verseresti il virtuale potenziale creativo

Oddio, non dirmi che è una profezia! Siamo rovinati!!!
Un luogo in cui collocare il virtuale potenziale creativo? Casa mia! Posso ospitare anche tutti i virtuali potenziali creativi di tutti quelli a cui piace il the indiano!


Grazie...

Sono io che ringrazio te.



18 febbraio 2005


 

 

 

 
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