|
Intervista a
Marcella Boccia
di Francesca Tanzj
Incontriamo la poetessa Marcella Boccia nella sua
meravigliosa casa di Baia e Latina, nell’alto casertano. La
villa è immersa nel verde, un enorme giardino, un laghetto
con le anitre dalla testa verde, una grande vasca con i
pesci rossi, Gandhi, un Rottweiler, che ci accoglie
abbaiando dal suo recinto, in cui Marcella lo tiene per
questioni di sicurezza quando riceve ospiti.
L’interno è incantevole: l’arredamento, di stile indiano, ci
accoglie in un’atmosfera mistica. Sembra la casa delle fate.
D: La tua casa è bellissima. Trascorri molto tempo qui?
R: Nell’ultimo periodo no, purtroppo. Gli impegni di lavoro
mi hanno costretta a trascorrere l’intero inverno altrove.
D: Hai creato un piccolo paradiso in questo luogo. Hai fatto
tutto da sola o con il contributo di arredatori?
R: Assolutamente da sola. Tutto è stato partorito dalla mia
mente! Pur non avendo nozioni di arredamento, ho seguito
l’istinto. Molti amici mi chiedono di aiutarli ad arredare
la loro casa. E’ come se ne avessi la vocazione: osservo un
ambiente, avverto le sue vibrazioni ed ho la sensazione che
mi comunichi di cosa ha bisogno.
D: E’ frutto della tua esperienza meditativa?
R: Tutto ciò che riguarda la mia vita è frutto della mia
esperienza meditativa.
D: Il tuo libro “Impronte digitali sulla mia Anima” ha avuto
molto successo, lo hai presentato in tutta Italia lo scorso
anno. Il prossimo luglio uscirà il tuo libro “Welcome a Baia
giuliva”. Di cosa si tratta?
R: E’ un racconto, un lavoro giovanile. Lo scrissi di getto
quando avevo diciannove anni. Mi ero appena trasferita a
Roma per proseguire i miei studi. Ero in un periodo buio
della mia vita, andavo alla ricerca della mia identità, ero
disorientata. Per sublimare quello stato d’animo, scrissi un
racconto divertente, con dei personaggi stranissimi che
combinano tanti guai!
D: Quando sarà pronto il tuo nuovo album?
R: A questo non ho risposta! Se dipendesse da me, anche
subito. Ma così non è! Ci sono molte forze da mettere
d’accordo. Troppe teste!
D: E il romanzo a cui stai lavorando?
R: Beh, quello necessita ancora molto tempo. Non ho fretta
di terminarlo. Ho cominciato a scriverlo solo due mesi fa.
Mi dirà lui di quanto tempo abbisogna, io sono solo il suo
strumento, non ho potere decisionale.
D: Interessante considerazione. Ci anticipi qualcosa sulla
storia?
R: Si tratta di un thriller. La protagonista si chiama Perla
Polidoro, è una studiosa di esoterismo che, con l’aiuto di
un affascinante uomo, incontrato apparentemente per caso,
riesce a chiarire molti dei misteri della sua vita.
D: Il tuo impegno come cooperante internazionale dove ti
porterà?
R: A fine giugno mi porterà, probabilmente, in Kossovo e,
spero presto, in Africa.
D: In India sei ormai di casa. Quando vi tornerai?
R: Trascorrerò sull’Himalaya il prossimo mese di agosto.
D: Come riesci a trovare il tempo per fare tutte queste
cose, scrivere, viaggiare e, nel contempo goderti questo
paradiso?
R: Il tempo c’è, per tutti. Il tempo è molto, bisogna solo
saperlo gestire. Io non sono impegnata sempre. Occupo molto
tempo anche oziando. Non sai quanto!
D: E per un compagno?
R: Che tipo di compagno? Ho già un cane!
D: Bella risposta!
R: Scherzavo! Per un compagno… è il solo tempo che mi faccio
mancare. Preferisco impegnarmi in cose più produttive, come
l’ozio…
D: Sei solitaria?
R: Non riesco a scrivere un romanzo mentre qualcuno mi
gironzola per casa, guarda la tv, o mi parla della
classifica di serie A. Dicono che ho la “privacy sviluppata
più degli inglesi”. Ho conosciuto molti inglesi, ed erano
anche troppo invadenti per i miei gusti!
D: Sei un caso disperato, allora!
R: Decisamente sì!
D: E se trovassi un uomo che rispetta le tue regole?
R: Impossibile! Quale uomo accetta di vedermi solo su
appuntamento, di dormire in camere separate, possibilmente
case separate, di non telefonarsi ogni santo giorno, di non
avere la tv in casa, di non partecipare a noiosissime cene,
di non fumare, non mangiare carne, non drogarsi, non bere
alcool, non urlare. Quale uomo?
D: Confermo che sei un caso disperato!
R: (Ride di cuore). Sì, te l’avevo detto! La verità è che mi
piace stare da sola. Quando ho voglia di stare in compagnia,
ci sono la mia famiglia ed i miei amici, che rispettano la
mia privacy ed i miei tempi. Non si lamentano di dover
prendere un appuntamento per potermi incontrare.
D: I tuoi ultimi componimenti, però, sono d’amore
R: Innamorarsi è un’altra cosa. Nulla a che vedere con lo
stare insieme. Io sono sempre innamorata. Dell’amore. Senza
attaccamento. Il mio amare è privo del desiderio di chiudere
la persona amata in una scatola, in una prigione che le
impedisca di volar via. Il mio amare non è possessività. E’
Amore punto e basta.
D: Parli di un amore maturo, non facile
R: Sì, un amore maturo, puro, non inquinato da pregiudizi,
ansie, paure. Non è facile, è vero, perché la maggior parte
delle persone confondono l’amore con l’amor proprio, con
l’egoismo. La maggior parte delle persone non sa amare, non
l’ha mai imparato, perché non sa di non sapere. Sentimenti
come la gelosia e la possessività non sono altro che paura,
paura a restare soli, paura che la persona amata possa
preferire qualcun altro a noi. L’amore puro, l’amore che dà
e non pretende, è il solo libero da paure. Ed è Superiore.
E’ paradisiaco. E’ un’esperienza mistica.
D: Mi fai venir voglia d’innamorarmi
R: Quando andrai via di qui, corri ad innamorarti! Poi mi
dirai se ho ragione!
Seguirò il tuo consiglio. Grazie per il tempo che ci hai
dedicato. E per l’eccezionale the indiano!
R: (sorride)
24 aprile 2006
|
|