|
Giovanna Canzano
intervista
Marcella Boccia
per www.iniziativameridionale.it
Il video Free Tibet a Londra ed il pacifismo
CANZANO – La tua carriera come cantante e compositrice sta
entrando in una sfera europea, mi parli del tuo nuovo video
che stai per girare a Londra?
BOCCIA – A Londra girerò il video della canzone "Roof of the
world", che ho scritto in favore della campagna tibetana di
liberazione dall'occupazione cinese. La storia è quella di
Phuntsog Nyidron, monaca tibetana imprigionata nel carcere
di Drapchi dall'età di tredici anni, storia comune a molte
sue sorelle spirituali. La regia del video è di Roy Roberts.
CANZANO – Tu hai fatto numerosi viaggi in oriente e, della
tua esperienza hai anche scritto un libro ("Diario
dall'India", Edarc, Firenze) adesso hai la possibilità con
questo video di far conoscere anche in Europa in modo
concreto ciò che hai appreso dai tuoi studi e viaggi, come
la storia appunto di Phuntsog Nyidron, che tu hai conosciuto
personalmente, puoi parlarcene?
BOCCIA – Phuntsog Nyidron è una monaca tibetana che ha
trascorso in carcere gran parte della sua giovane vita, sin
dall'età di tredici anni, quando fu arrestata per esser
presente ad una manifestazione non violenta a Lhasa. Lei e
le sue sorelle spirituali chiedevano la liberazione del
Tibet dalla occupazione militare cinese e per questa ragione
furono incarcerate, torturate, molte persero la vita. La sua
storia è una storia triste, anche se a lieto fine, perché è
una delle poche sopravvissute. Mi fu narrata durante uno dei
miei primi viaggi sull'Himalaya, dove fui ospite della
comunità dei rifugiati tibetani. Appresi che la maggior
parte di quelle religiose era stata stuprata e costretta ad
abortire per mezzo di scariche elettriche. All'epoca
Phuntsog Nyidron aveva ventisette anni e viveva in una cella
buia, senza finestre. Mangiava cibo avariato, era stata più
volte torturata e stava scontando otto anni in più per esser
riuscita a registrare clandestinamente un nastro con una
canzone che parlava della libertà del Tibet. La "monaca
cantante", veniva chiamata. Prima di essere imprigionata,
Phuntsog Nyidron era stata una maestra di canto nel
monastero di Mechungri. Decisi di scrivere, perciò, "Roof of
the world", partendo dalla sua frase "la mia terra non è
stata venduta ma rubata", così che i suoi otto anni in più
in carcere non fossero vani e molte più persone al mondo
conoscessero la sua storia e la storia del Tibet. E per
ricordare Gyaltsen Kelsang che, avendo collaborato alla
canzone incriminata, fu torturata e morì all'età di ventisei
anni.
CANZANO - Questa storia approderà a Londra, per cui sarai
non solo una artista ma anche portatrice di un messaggio di
pace e di sensibilizzazione in occidente dei problemi dei
monaci del Tibet?
BOCCIA – Per fortuna non sono la sola artista al mondo che
abbia dedicato un po' del suo tempo a questioni tanto
importanti eppure tanto ignorate dall'opinione pubblica.
Interessandomi della storia di Phuntsog Nyidron ho avuto
come il sentore che quella del Tibet fosse una questione a
cui molti si interessano ma di cui nessuno si occupa sul
serio. Mi riferisco a politici e diplomatici, ovviamente.
Certo, Phuntsog è stata fortunata perché alla fine i cinesi
hanno dovuto cedere e l'hanno liberata, ma a che prezzo?
Quante vite sono state spezzate? Quanti anni ancora i
tibetani dovranno soggiornare in terra straniera, ospiti di
Paesi che li hanno accolti con sguardo di pietà, senza però
riuscire a comprendere nel profondo cosa si provi ad esser
cacciati via dalla propria terra, soprattutto se quella
terra è un piccolo angolo di Paradiso che ha sempre offerto
al mondo un messaggio di pace e fratellanza?A dicembre a
Londra gireremo il video di "Roof of the world", sia della
versione inglese che di quella italiana. La regia, come
dicevo, è di Roy Roberts, regista davvero in gamba. Ti
faccio una confidenza nell'orecchio e te la faccio sottovoce
per scaramanzia: Phuntsog Nyidron, che attualmente vive
negli Stati Uniti, ha accettato di recitare la parte di se
stessa nel mio video. Questo dimostra quanto lei sia
straordinaria, una donna grandiosa.
CANZANO - Ho letto sul tuo sito che nel 2005 hai ricevuto il
premio per la Pace, con questo video continui con il tuo
impegno di portatrice di un messaggio di pace?
BOCCIA – Quando scrissi “Roof” non avevo aspettative. Solo
un desiderio: che Phuntsog venisse liberata. Tutto ciò che
faccio è libero da aspettative. Quando fui invitata ad
Assisi per ritirare quel premio, credevo di esser lì per
recitare i miei versi. I versi sono universali. Non mi
appartengono, appartengono al mondo. Io non invento nulla,
assemblo parole. Così quel premio non è mio, ma del mondo.
Non posso credere che ci siano individui che, nel profondo
del loro cuore, non desiderino vivere in pace, in serenità,
con se stessi e con chi li circonda. Ciascuno di noi,
dunque, è un potenziale messaggero di pace, ha solo bisogno
di riscoprirlo dentro di sé.
CANZANO – La Birmania e la violazione dei diritti umani:
come possiamo contribuire a che la drammatica situazione
politica e sociale che sta vivendo la Birmania ormai da
anni, una volta spenti i riflettori dei media, non cada
nuovamente in un cono d’ombra?
BOCCIA – Come accadde nel 1988, anche le ultime
manifestazioni pacifiste in Birmania hanno avuto come esito
migliaia di vittime ed arresti, ed anche stavolta i politici
hanno creduto di accontentare l’opinione pubblica con le
solite promesse di inasprire sanzioni che non risolvono il
problema della violazione dei diritti. I riflettori mi pare
si siano già spenti, o comunque hanno lasciato una luce
fioca che non colpisce più l’attenzione. Luce che andrebbe
alimentata dai media. Giornalisti, scrittori, artisti in
genere hanno questo compito morale. Mi auguro di cuore che
se ne rammenteranno… Oggi una realtà interessante è quella
dei blog. Finalmente vi possiamo respirare un po’ di
democrazia. I nostri politici vogliono censurarli,
tassandoli, ma non ci riusciranno. In maniera democratica e
pacifista, non glielo permetteremo.
CANZANO - Roy Roberts, il regista del video di "Roof of the
world", è lo stesso di "Cerchi nel grano". Come lo hai
conosciuto?
BOCCIA - Un giorno mi contattò per comunicarmi che ero stata
scelta per scrivere e cantare la versione italiana di "Talking
circles", una canzone di Helen Rae Cooper e Debbie Fox
Little, per il video che lui stava girando. In italiano è
divenuta "Cerchi nel grano". Io accettai volentieri, perchè
mi piacevano moltissimo sia la canzone che il video. Roy è
un artista eccezionale ed una straordinaria persona. Qualche
giorno fa era emozionatissimo perchè doveva incontrare
Phuntsog Nyidron per le prime riprese e mi ha detto: "Ora
capisco quanto siate nervosi voi artisti prima di salire sul
palco". Ha girato molti video in vita sua, ma incontrare una
donna come Phuntsog è un'esperienza che non si dimentica
tanto facilmente.
novembre 2007
giovanna.canzano@email.it
338.3275925
|
|